Tesi sull’Europa

Authors

  • Carlo Galli

Keywords:

Europa, Germania, Politica, Unione Europea, Stato

Abstract

L’Europa come costruzione unitaria o presunta tale ha natura ibrida e oscillante. Nasce in teoria fortemente politica (il federalismo di Spinelli nel Manifesto di Ventotene prevedeva una superpotenza europea, capace di politica strategica, neutrale fra Usa e Urss); poi diviene economica (con la CECA del 1951) per riproporsi come politica (con il tentativo della CED, abortita nel 1954 per il voto contrario del Parlamento francese – benché proprio dalla Francia fosse venuto il primo impulso –); la reazione è stata di nuovo economica e funzionalistica (Jean Monnet, la teoria dello spillover e i Trattati di Roma, che hanno dato vita al MEC nel 1957). La fine del comunismo nel 1989 ha comportato per l’Europa  un passo avanti – il Trattato di Maastricht del 1992 e la creazione dell’euro come prosecuzione dello Sme –; ma si è trattato di un passo insufficiente. Il fiore della sovranità degli Stati ha  perduto un petalo – la sovranità monetaria – ma non si è trasformato in qualcosa d’altro: in una sovranità federale, in istituzioni in grado di dar vita a una volontà politica unitaria della Ue (basti pensare alla politica internazionale, in cui ciascuno Stato gestisce il proprio interesse nazionale con piena unilateralità). L’Europa di Maastricht avrebbe dovuto essere politica ma è stata governata dagli eurocrati della Commissione e, dopo il fallimento della Costituzione europea nel 2005, dal Consiglio dei Capi di Stato e di governo, con il metodo intergovernativo. La sovranità è rimasta agli Stati, anche in seguito alla crisi del 2008 e al Fiscal compact del 2012. Ciò che oggi unisce la Ue è l’euro e le sue regole; ma ciò è anche quello che la divide, o che la mette in tensione, e di fatto l’impulso politico della Ue è costituito dalla continua opera di mediazione della Germania,  lo Stato più forte, che ha tratto i maggiori benefici dall’euro.

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Published

06/16/2021

Issue

Section

Commentaries